“Mi accorgevo di avere la pelle d’oca. Senza una ragione, dato che non avevo freddo. Era forse passato un fantasma su di noi? No, era stata la poesia. Una scintilla si era staccata dal poeta e mi aveva dato una scossa gelida. Avevo voglia di piangere; mi sentivo molto strana.Avevo scoperto un nuovo modo di essere felice.” (Sylvia Plath)
mercoledì 14 marzo 2018
Vengo anch’io di Corrado Nuzzi e Maria Di Biase.
Ma si può decidere di intraprendere un viaggio per suicidarsi?
Poca comicità. Molta noia e voglia di fuggire via, lontano dal film.
Corrado Nuzzo e Maria Di Biase hanno annunciato che, raggiunti i tre milioni di incasso, giungeranno all’altare dopo ventidue anni di convivenza. La cerimonia, che si celebrerà a Tricase, sarà aperta a tutti coloro che si presenteranno con il biglietto del cinema.
Giusto per dare un'idea di che cosa possa significare un film con due comici eccentrici e senza talento che non sanno uscire fuori dal loro personaggio-macchietta televisiva.
giovedì 8 marzo 2018
La signora dello zoo di Varsavia di Niki Caro. 2017
Il film che ho scelto per l'8 marzo è scritto e diretto da donne, interpretato dalla seducente Jessica Chastain prima tra tutte, racconta la storia di un’eroina poco nota alla grande storia durante la brutale invasione nazista della Polonia nel 1939 a Varsavia.
La signora dello zoo di Varsavia nasce però, in realtà, da un’affiatata collaborazione tutta al femminile: nel 2007 la produttrice Diane Miller Levin legge il libro di Diane Ackerman, The Zookeeper's Wife, che riporta i diari di Antonina Żabińska e rimane così affascinata dalla vera e poco nota storia di questa eroina da coinvolgere la collega Robbie Rowe Tollin per farne un adattamento cinematografico.
La produzione ha coinvolto anche la figlia di Antonina e Jan, Teresa Żabińska, (che vedremo nel film piccolissima di appena un anno)ed è grazie a lei che si è potuta delineare così approfonditamente la figura di Antonina, l'importanza per la cultura e la musica, con cui poteva curare e alleviare i traumi psicologici do quel periodo.
Ogni mattina Antonina attraversa il suo zoo in stile liberty in bicicletta, salutando affettuosamente gli animali presenti.Siamo nel 1939 e a breve nella stessa città, migliaia di persone innocenti verranno rinchiuse in un ghetto, intrappolate come animali in uno zoo, ma in condizioni di vita pietose, con poche speranze di sopravvivenza. Un arca di Noè su cui saliranno e verranno portati in salvo ben 300 ebrei.Antonina Zabinski. Una donna complessa e in anticipo sui tempi: moglie, madre, lavoratrice, studiosa, musicista appassionata d’arte, dotata di una straordinaria sensibilità per gli animali, come per le persone
Antonina suona il piano e se ne serve per suonare il segnale d’allarme in caso di pericolo, l'ho trovato un importante richiamo al valore salvifico dell'arte:il brano è quello di un’operetta di Offenbach, avviso in codice nel momento in cui tutti gli ospiti dovevano tornare nei loro nascondigli.
Nella pellicola emerge inoltre la volontà dello zoologo di riportare in vita bestie ormai estinte, in un sempre ambiguo oscillare tra l’amore per gli animali e il disprezzo per la vita umana. Possibile che uno scienziato amante degli animali possa essere anche un attivo esecutore dello sterminio nazista? Il dubbio e (la rabbia) rimangono.
Buon 8 Marzo
mercoledì 7 marzo 2018
Lady Bird di Greta Gerwig. 2017
Come François Truffaut nei suoi “I 400 colpi”, o come Bergman che ha realizzato film che erano diari della sua esistenza, anche Greta Gerwig esordice in questo suo primissimo lavoro con una storia autobiografica, tornando nella natia Sacramento, dove racconta la storia di una ragazza (se stessa) di 18 anni, ambientandola nel 2002 (quando appunto la regista aveva 18 anni). "Chiunque parli dell’edonismo della California non ha mai passato un Natale a Sacramento”. L’incipit del film già ci dice tutto, preannunciando quella voglia di fuga che tutti conosciamo nei nostri paesi natii, il tutto accompagnato dalle note avvolgenti di Jon Brion.
Lady Bird è Christine,sedicenne che ha bisogno di spiccare il volo, di uscire dai confini della periferia di Sacramento; la sua priorità è quella di sprovincializzarsi e frequentare un college della East Coast.
Vi innamorerete follemente di lei: è ormonale, scostante e sognatrice. In equilibrio precario. Come quando, in una delle scene più riuscite, quella iniziale in macchina con la madre, apre lo sportello e si lancia dall'auto in corsa, esibendo poi quindi nella prima parte del film un gesso rosa shock.
In bilico tra ciò che è e ciò che, invece, la società impone, cercherà quella vena un po'cool che però non le appartiene, sia in amiciia, sia in amore. Timothy Chalamet è il personaggio più riuscito in questa sua ricerca: sofferto adolescente borghese, con idee complottiste e anti-governative, naif anche lui, ma nel senso più profondo, senza via di scampo, già annoiato dalla vita.
Lady Bird è cinema indie a 360° gradi, dove si parla della scoperta della sessualità, di omosessualità e depressione con un linguaggio esplicito e diretto. Se questo è il film d’esordio di questa reista che mi è coetanea, non vedo l'ora di vedere i prossimi.
martedì 27 febbraio 2018
Il filo nascosto - Paul Thomas Anderson. 2017
«se giochiamo a chi abbassa per primo gli occhi perderai sicuramente tu!»
Qual è l’ingrediente segreto capace di tenere insieme due persone? Quale quel filo nascosto capace di legare in modo così imprevedibile ciò che invece sembra destinato a non durare per sempre? Altissima sartoria cinematografica. Retrogusto noir e seducente.
Una Londra borghese, di quando i traumi della “Storia” venivano ancora sublimati nello stile e quando il racconto delle “storie” era ancora assorbito dalle convenzioni. Una casa/atelier che muta forme e volumi a seconda del punto di vista.
Reynolds Woodcock ha tanti segreti, li cuce nella fodera dei vestiti che crea, in modo da rendere l’arte indelebilmente sua. Un po’ come il regista Paul Thomas Anderson, che nel titolo di questo film (Phantom Thread), facendo anche un po’ lo scemo, ha messo le sue iniziali.
Al suo protagonista narcisista (in cui forse proietta anche se stesso) farà dire: “Il matrimonio mi renderebbe falso, ed è l’ultima cosa che voglio”, infatti, sfrutta le sue modelle e Cyril, la sorella, le liquida.
Fin quando incontra Alma, la loro relazione manca totalmente di carica erotica, finché Woodcock non modella un abito sul suo corpo, e le fantasie su di lei prendono vita. La musa, però, farà perdere al maestro il suo equilibrio. Agonia ed euforia. Agonia ed euforia dietro ogni creazione.L'amore tra i due protagonisti, è protettivo ma tossico, una continua prova di forza, un'alchimia magica che, per sopravvivere, chiede sia fatto tutto il necessario, anche sfociare in una connivente e consapevole perversione.
Perché se è vero che ogni relazione funziona a modo suo, ce ne sono alcune, malsane, che trovano un equilibrio proprio nella condivisione di squilibri.
Avvelenami e tienimi stretta la mano: io al cinema voglio sentirmi proprio così.
giovedì 22 febbraio 2018
The Shape of Water di Guillermo del Toro. 2017
Film politico e femminista. Vi avviso. Quindi adatto a me.
Baltimora. Anni Sessanta, durante la Guerra fredda,un uomo-pesce viene portato in un segretissimo laboratorio governativo guidato dal cattivo di turno.
La protagonista è una donna delle pulizie muta che si innamora dell’uomo-pesce, tenuto prigioniero. Qui gli scienziati americani stanno ricercando nuove forme di tecnologia per portare i propri astronauti nello spazio prima di ricevere ulteriori umiliazioni dai sovietici.
Elisa piace subito, è semplice,mangia uova sode e si masturba ogni mattina nella vasca da bagno.
Bizzarro, ma in assoluto il film più poetico guardato in questa stagione. Una favola gotica che il 4 marzo concorrerà a ben tredici nomination, ed è importante per i temi trattati: il razzismo segregazionista verso le persone di colore, la sottomissione della donna e la repressione dell’omosessualità.
Ad andare in scena personaggi incompleti: Elisa è zitella oltre che muta- viene definita bruttina,ma ditemi voi se guardarete i suoi tanti nudi integrali se non abbia un corpo perfetto, ricorda Charlotte Gainsbourg- la collega Zelda è vessata da un marito che la schiavizza e il vicino di casa Giles è un artista brillante col difetto di essere gay quando ancora non si poteva.
Ipnotizzante la malinconia proprio di questo vicino paterno disegnatore di locandine che vede la sua arte messa in secondo piano dall’avvento dei poster fotografici, un sognatore amante dei vecchi musical in tv che si riempie la casa di torte che non gli piacciono solo perché segretamente innamorato del commesso del negozio di dolci. Il personaggio in assoluto più complesso e affascinante.
Un grande talento visionario questo regista. E un cuore tenero, in almeno un paio di scene mi sono commossa. Faccio il tifo per lui.
lunedì 8 gennaio 2018
On Body and Soul di Ildikó Enyedi. 2017
Un film assolutamente cerebrale, dove psicanalisi, surrealismo, animalismo diventano un unicum. Un po'dark commedy
Due cervi nella neve. Tutto bianco. E il sangue rosso vivo del mattatoio.
Endre e Mária. Lui è il direttore finanziario, lei la responsabile alla qualità. Nella vita reale sono goffi e impediti, quindi si incontrano nei loro sogni. Lui ha un problema a un braccio, lei invece è incerta ad ogni passo. Parla poco, ha una memoria incredibile e poi da sola, a casa, con dei giocattoli ricrea quello che ha vissuto durante il giorno o quello che vorrebbe vivere.
Difficile stabilirne un contatto e così la regista ungherese si dimostra interessata alla rappresentazione naturalistica del sentire, soffermandosi sulla masticazione dei cervi, sul rumore della neve scossa al loro passaggio, sul respiro.
Premiato, un po' generosamente, con l'Orso d'oro al Festival di Berlino.
venerdì 29 dicembre 2017
Wonder Wheel di Woody Allen. 2017
Woody Allen ci aspetta, ogni anno, al varco di dicembre. Non si può che chiudere l'anno con lui e quindi sono salita sulla sua "ruota delle meraviglie". Vi diranno che questo regista ormai è vecchio, stanco e non ha più nulla da dire. Non credeteci!
Campo lungo sulla spiaggia di Coney Island, con la ruota panoramica e le insegne colorate dei negozi, la folla di bagnanti e gli ombrelloni.
Ma è Justin Timberlake?! - mi chiedo ad un certo punto- Si! Lui.
Guarda in camera dall’alto della sua postazione da bagnino anni ‘40 e introduce il film parlando con gli spettatori, illustra i personaggi di questa tragedia greca che andrà in scena. Metateatro.
Inevitabile non pensare al tributo a Douglas Sirk, dove un’aspirante attrice con una figlia e senza marito, incontra una domestica di colore, anche lei con una figlia a carico, insieme alla quale avrebbe formato una strana famiglia di quattro donne. Anche Allen sceglie una ex attrice di teatro fallita, Ginny, madre di un ragazzino problematico e sposata in seconde nozze con un uomo che non ama; un ex alcolizzato, riciclatosi come giostraio.
L'uomo ha una figlia di primo letto: Carolina, antagonista di Ginny perchè giovane e bellissima, fuggita dal marito gangster e riappacificatasi col padre; e poi c'è Mickey, aspirante drammaturgo che per mantenersi d’estate fa il bagnino a Coney Island. Va prima a letto con Ginny e poi innamorandosi di Carolina, scatena la gelosia dell’ex amante.
Tutti hanno una gabbia sociale ben definita, tranne il giovane figlio della donna: Richie, che è il particolare che sfugge. Appicca incendi e nessuno ne capisce il motivo. Perchè la salvezza è fuori dal controllo razionale. Questo ci suggerisce Allen. "io non sono una cameriera, sto solo recitando una parte" dice spesso Ginny per sopravvivere.
E così nel finale Allen ci regala la scena madre, recitata dalla strepitosa Winslet tra vecchi vestiti di scena riesumati (solo questa scena vale tutto il film), Mickey esce per sempre dalla sua vita e di scena e la donna resta sola finché non rientra il povero marito.
La fotografia ipersaturata che segue gli stati d'animo della donna, si fa improvvisamente realistica, dalla wonder wheel non penetra più nessun riverbero. Il cinema spegne i riflettori e il reale continua.
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