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giovedì 30 gennaio 2014

Jona che visse nella balena di Roberto Faenza. 1993

Gennaio, mese della memoria
Jona Oberski ha quattro anni e vive ad Amsterdam con i genitori quando, dopo l'occupazione della città da parte dei tedeschi, la sua famiglia finisce nel campo di Bergen-Belsen. Spesso sono proprio i bambini ad aver salvato la memoria, bambini cresciuti troppo in fretta che si atteggiano a grandi ma dall'animo ancora candido di chi non dovrebbe ancora conoscere il male. Il lager diventa il ventre della balena dal quale uscire. Jona ne esce. Con sofferenza, ma da eroe. E oggi è uno scienziato assai noto ed ancor più noto per la sua autobiografia, tradotta e diffusa ovunque, dalla quale il film è tratta. In nessun lager i bambini e i vecchi fuorno ospitati, la storia questo ci racconta, spesso nei film questo finale è disatteso, mai mariti e donne divisi potevano incontrarsi (men che meno fare l'amore!) Tanto di cappello ad ogni film che conserva la memoria, ma proprio perchè la memoria sia ricordata ci piacerebbe fosse meno adulcorata. Noi non vi dimentichiamo. Mai.

mercoledì 12 dicembre 2012

Così lontano, così vicino di Wim Wenders. 1993

Voi… Voi che noi amiamo, voi non ci vedete, non ci sentite, ci credete molto lontani... eppure siamo così vicini. Siamo messaggeri che portano la vicinanza a chi è lontano. Siamo messaggeri che portano la luce a chi è nell'oscurità. Siamo messaggeri che portano la parola a coloro che chiedono. Non siamo luce. Non siamo messaggio. Siamo i messaggeri. Noi non siamo niente. Voi siete il nostro tutto
Il muro è caduto da qualche anno e l'angelo Cassiel in piedi sulla Statua della Vittoria guarda la Berlino unita. Tutti corrono, sono frenetici, ma dove vanno? Sembrano così tristi e soli. Eppure il bianco e nero che li ritrae è soffice e caldo, quasi come le ali di Cassiel che guarda. Nessuno si accorge di lui. Il cielo sopra Berlino ci aveva detto arrivederci e non addio e qui ne reincontriamo, infatti, il protagonista. Damiel è diventato un umano ed ha sposato la bella trapezista incontrata nel film precedente, Cassiel si sente solo, perchè nessuno si rende conto di aver bisogno di lui? Soffia nell'orecchio di Damiel per farlo accorgere della sua presenza... fin quando anche lui deciderà di voler provare quell'emozione della pelle, dell'umanità. E diventerà lo Zio Karl. Ma la poesia in quell'attimo cesserà di esistere. Il mondo non la coglie più. L'infinito cessa di esistere, Cassiel si sconterà con il Tempo e forse perderà la battaglia.

sabato 30 giugno 2012

La casa degli spiriti di Bille August. 1993

Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell'ignoto. Ma la paura è qualcosa d'interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.
Esteban è un uomo insicuro. Spera di trovare l'oro nella miniera per poter sposare così Rosa, la bella aristocratica che però accidentalmente viene avvelenata (beve un bicchiere di vino destinato al padre) e muore. Sposa la sorella minore, Rosa che possiede straordinari poteri occulti: bellissima la scena in cui da bambina muove la zuccheriera sul tavolo solo guardandola, smette di parlare per anni solo perché “non aveva nulla di importante da dire”, vede gli eventi futuri e parla con gli spiriti. Anche voi diventerete degli spiriti che da un angolo della casa osservano ciò che vi accade, il film è un continuo rapimento. Tre le generazioni della famiglia che si succedono, tanti le grandi donne dagli occhi infuocati di passione e a sovrastarle tutte Clara, Marily Streep. Infatti, anche quando l’attenzione si sposta sulla figlia Blanca e poi sulla nipote Alba, Clara rimane sempre presente nella storia. Blanca, che si innamora però dell'uomo sbagliato: Pedro, il capo dei contadini in rivolta. Esteban appoggia il golpe dei militari non rendendosi conto che sua figlia finirà in carcere, nessun occhio di riguardo per lui che è ormai vecchio e deriso. Ma prima di morire la redenzione come uomo, padre e nonno. Il personaggio più interessante è proprio il suo: non un cattivo, nè un buono, semplicemente un uomo fuori dagli schemi e ogni qualvolta gli affibbierete un qualsiasi aggettivo avrete infatti da ricredervi. Responsabile: si spacca la schiena in miniera solo per poter sposare Rosa, ma quando si trasferisce nella vecchia tenuta della sua famiglia che era andata in rovina, in pochi anni riesce a diventare uno dei più grandi proprietari del territorio. Diventa violento: approfitta di tutte le contadine della zona, facendo nascere figli illegittimi ovunque. Tratta le donne semplicemente come oggetti utili a soddisfare le sue pulsazioni, le violenta e poi se ne dimentica. Siamo disorientati, non era forse lui l'eroe della storia? Ma poi, anche s eper breve, torna ad esserlo: decide di sposare Clara, la sorella minore di Rosa, quella un po'matta che da anni ormai non parla. Siamo nel Cile degli anni 40 e lui si presenta alla porta degli ex suoceri per chiedere se avessero altre figlie in età da marito: richiesta un po'triste ancora una volta per un eroe romantico. Ma avviene il miracolo: Clara riprende a parlare proprio dopo questo annuncio e come aveva già previsto in passato, sposa Esteban. La storia è, infatti, un ricordo a ritroso di Clara, che afferma di aver amato subito quell'uomo, quando già era promesso sposo della sorella maggiore e di aver sentito dentro di se che lo avrebbe sposato. (Ma nessuna dote di veggenza in questo, ognuno di noi sa riconoscere l'Amore vero quando lo incontra, credo) Nonostante l’ami profondamente Esteban non riesce ad entrare completamente nel mondo di Clara né tantomeno in quella della loro primogenita Blanca. La storia di Blanca invece è ben diversa da quella della madre. Si innamora infatti di Pedro Terzo Garcia, uno dei contadini che lavorano alla tenuta del padre, ma anche quello che Esteban odia di più per le idee rivoluzionarie che porta tra i suoi lavoratori. Esteban sta per entrare in politica e vorrebbe che Blanca sposasse un blasonato francese. La stora filmica si ferma a Blanca, ma in realtà nel bellissimo romanzo di Isabel Allende anche Alba si innamora di uno dei rivoluzionari pagando anche lei molto caro questo amore. E alla fine della storia si torna a fare il tifo per Esteban: un uomo solo orgoglioso e testardo che cercherà di farsi perdonare e di far ricredere lo spetattore che aveva ormai cominciato ad odiarlo. La storia non è fatta di eroi, ma solo di esseri umani. Questo il messaggio che veicola il film e il romanzo.

mercoledì 7 marzo 2012

Caro diario di Nanni Moretti, 1993

il "monumento" a Pasolini, le condizioni in cui era nel 1993, frame del film.

Questo il mio omaggio a P.P.P. per il suo compleanno. Si può vivere senza Vespa, senza Beautiful, senza elettricità, senza un medico che sappia ascoltarti, senza Pasolini? Si, ma si vive male. E così Nanni Moretti in questo film autobiografico finge sopralluoghi per guardare le case da dentro: " Si, la cosa che mi piace più di tutte è vedere le case, vedere i quartieri [...] però non mi piace vedere le case solo dall'esterno, ogni tanto mi piace vedere anche come sono fatte dentro, e allora suono a un citofono e faccio finta di fare un sopralluogo". Un tuffo nelle borgate romane d'inizio anni 90, tra le isole, e un viaggio più intimo nel calvario di una malattia. Un film intimo. Fin troppo. "Sa cosa stavo pensando? - dice Nanni fermo ad un semaforo ad un tipo in cabriolet che non l'ascolta nemmeno- Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone".
Si sente addosso il vento caldo che Moretti taglia in Vespa nell'afa di agosto, quando "in città danno solo pellicole assurde", il trash del cinema americano. Il critico de Il Manifesto consiglia Henry, pioggia di sangue. Lui che ha sempre sognato di sapere ballare guardando FlashDance, si ferma a gustare merengue e salse caraibiche di festini latino.americani estivi. E questo primo episodio, che lui racconta a mho di pagina di diario, intitolato In vespa si apre con la Garbatella e si chiude simbolicamente ripercorrendo il sentiero dove fu ucciso Pasolini, a Ostia. "VOI gridavate cose orrende e violentissime e VOI siete imbruttiti. IO gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne".
Nel secondo episodio Isole cerca un posto tranquillo dove trascorrere le vacanze: le isole Eolie, prima a Lipari presso un amico che è lì per studiare,poi a Salina, dove s'imbatte in un educazione alternativa che viene impartita ai figli: eccezionale la scena delle cabine telefoniche e dell'amico che dopo trent'anni vissuti senza tv, diventa improvvisamente teledipendente.
Nel terzo e ultimo episodio Nanni racconta la sua esperienza (reale) con la malattia, e soprattutto con l'incapacità da parte dei medici di ascoltare, l'ascolto è una delle principali mansioni di un medico - sembra suggerire criticamente il malato Moretti-. Fastidiosi sintomi di prurito, insonnia e sudorazione eccessiva fin quando scopre di avere una forma curabile di tumore."Una cosa però l''ho imparata da tutta questa vicenda. No, anzi, due. La prima è che i medici sanno parlare, però non sanno ascoltare, e ora sono circondato da tutte le medicine inutili che ho preso nel corso di un anno. La seconda cosa che ho imparato è che la mattina, prima della colazione, fa bene bere un bicchiere d'acqua".
Da cornice le splendide colonne sonore di Nicola Piovani e l'interpretazione di Moni Ovadia con le sue perle di saggezza: "Io non esco mai, perché gli uomini sono spaventosi".

Buon Compleanno, a me è piaciuto renderti omaggio così. Grazie e scusaci.

domenica 17 aprile 2011

Arizona dream. Emir Kusturica .1993


"A volte occorre sbattere la testa contro un albero per capire ciò che si deve fare, e che il segreto delle cose è privo di significato... Quando avevo visto nell'hangar la pistola, mi ero sentito subito nervoso, perché era identica a quella del mio sogno. Mai nella mia vita avrei pensato di diventare un eschimese in mezzo al deserto, consapevole di dover uccidere qualcuno per metter fine alla sua infelicità. E all'improvviso vidi tutto chiaramente, come quando si pulisce il vetro appannato di una finestra. Temevo che se non avessi fatto niente, da un momento all'altro sarebbe esploso qualcosa, magari io; e così decisi immediatamente di uccidere, per evitare di uccidermi. L'unico problema era che, essendo entrambe così infelici, non sapevo quale delle due uccidere. Per l'ultima volta udii una voce che non era quella di mia madre sussurrare: "Buongiorno Colombo", e non ne fui turbato; e alla fine la voce si abbassò fino a diventare un vento che spazzò via il rassicurante odore di acqua di colonia, e per la prima volta in vita mia mi resi conto come Colombo che dovevo vivere in un mondo di scadente acqua di colonia, e che forse in America non c'erano altre cose da scoprire. Contare i pesci non sarà stata una scienza ma in qualche modo mi preparava per l'oceano".

Il più europeo tra gli attori americani, Johnny Depp è qui Axel, vive a New York dopo la morte dei genitori avvenuta in un incidente d'auto, qui lavora come impiegato presso il Dipartimento per la Caccia e la Pesca e tratta i pesci come i suoi migliori amici, li preferisce agli umani e sogna un palloncino rosso portato dal soffio ghiacciato dell'Alaska. Ama abbandonarsi in visioni oniriche, le stesse che poi aprono il film: degli eschimesi trovano un raro pesce che possiede, nella sua fase matura, due occhi dallo stesso lato, ma che permette di guadagnare altri aspetti dell'esistenza se pur si perde una parte della visione. Fin da subito vien così delineato il messaggio intrinseco del film: il problema del sognatore. Il pesce freccia, infatti, subisce lo spostamento di uno dei due occhi nel momento della maturità, perdendo la visione prospettiva, quindi completa, ma guadagnando in pragmatica e praticità. Immagine fedele di Axel, Grace ed Elain (le altre due protagoniste femminili del film) che sono infantili: Axel, come spesso viene ripetuto per bocca di Paul, "è un ragazzino", Grace gioca con le sue tartarughe, Elaine vuole volare e ha relazioni solo con ragazzi molto più giovani di lei.
Axel esce da questo mondo trasognato che si è creato, viene a "rapirlo" il suo amico Paul per riportarlo in Arizona (dream), per far da testimone alle nozze di zio Leo (è proprio lui si, il mitico Jerry Lewis). Qui conoscerà Elaine, una bionda bellissima, ma ormai matura che ha ucciso il marito, tenendo però con sè la sua gelosissima e invidiosa figliastra Grace, con continue manie suicide. Axel si innamorerà di Elaine,(Non lo credevo possibile, ma l'amore mi piombò addosso come unelefante, e fui scagliato in una giungla di sogni) anche se i due non se lo dichiareranno mai apertamente, e si trasferisce in casa sua, dove la aiuta a costruire una macchina volante che realizzi il sogno della donna di volare.Leo (lo zio), prossimo al matrimonio con una giovane polacca, si suicida, e Axel si avvicina sentimentalmente a Grace, ma quando i sogni, però, sono giunti al capolinea e Grace, non è più in grado di sostenere il peso dell'esistenza, si spara in bocca.
Farsa e depressione, sono queste le fasi alterne della pellicola, nell'irrealtà di un mondo attorno che via via si dissolve, fino a sparire. Un film di formazione, sul passaggio dall'adolescanza alla fase adulta, quel periodo in cui ogni giorno si vuol diventare qualcuno o fare qualcosa di diverso, in cui scappiamo dagli errori dei genitori, siamo in rivolta, si cresce solo "ammazzando" la figura genitoriale. E Axel, infatti,allontana da sè l'idea di poter diventare un giorno come suo zio, ma allo stesso tempo non resiste all'eroe della propria infanzia, profumato di colonia scadente, che crede nel sogno americano. Ottima la resa del suo disagio nella pragmatica vendita di macchine nella concessionaria (voluta insistentemente dallo zio),perchè rivela quando egli, in realtà, sia più consono a sognare esquimesi che pescano pesci malformati nello stretto di Bering. E sarà il trionfo del kitch e del sogno, il padre di Axel, infatti, diceva: "Se vuoi conoscere l'anima di un uomo, bisogna chiedergli cosa sogna".
Voli onirici, ma anche reali: Elaine, raccontando ad Axel di aver sempre saputo di saper volare, ma di non averlo mai detto a nessuno, perché se qualcuno lo avesse saputo avrebbe potuto farla cadere, accende nel ragazzo la voglia di tentare quel decollo, è vitale per loro: rappresenta l'unico modo per staccarsi dalla bruttura del reale, reinventando in alto la loro esistenza, credendosi grandi artisti.
Un Kusturica che lascia sempre un po'interdetti, se si cercano simboli e significati si finirà per impazzire. Immergetevi nell'eccellente fotografia, volate coi protagonisti, danzate sulle note di un Goran Bregovic da brivido. E tutto qui.

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