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mercoledì 18 ottobre 2017

Grindhouse di Quentin Tarantino, Robert Rodriguez. 2007

"Grindhouse" è un omaggio al cinema di genere anni 70, quando in America con un solo biglietto si potevano vedere due film horror o action all’interno della suggestiva cornice di un drive-in, o in quella nostalgica di una matinèe. La pellicola è graffiata, l'audio gracchia e vi sono perfino immagini in bianco e nero ed evidenti mancanze di fotogrammi. E poi Stuntman Mike, psicopatico interpretato da un cicatrizzato Kurt Russell con tanto di basette a punta, se ne va in giro per le polverose strade del Texas in cerca di libidinose fanciulle da torturare ed uccidere tramite l'uso esclusivo del suo possente e rovente bolide, munito di cofano con sopra disegnato un teschio bianco.Stuntman Mike è a tutti gli effetti uno stupratore, solo che usa la sua Chevrolet al posto del pene. Il terrificante frontale a cui assisteremo a metà film (una vera e propria sequenza capolavoro!) non è altro che un derivato dell'atto sessuale.
sangue, erotismo, ironia e citazioni sparse al cinema di genere anni '70. Anarcoide e dispettoso. Ma che figata!

giovedì 25 agosto 2016

Becoming Jane di Julian Jarrold. 2007

Nel tentativo di fare un omaggio a Jane e al suo ricchissimo universo il film Becoming Jane approfitta della quasi totale mancanza di dettagli sulla vita della Austen ( ringraziamo la sorella Cassandra per aver distrutto gran parte delle carte private di Jane) Per quanto forzate possano essere le supposizioni sulla natura del rapporto fra Jane Austen e Tom Lefroy, non c'è però alcun dubbio che i due si siano davvero innamorati e abbiano raggiunto un grado di confidenza notevole, discutendo di romanzi scandalosi come Tom Jones di Henry Fielding e ballando.Per il resto non la definirei una descrizione falsa, quanto sicuramente molto romanzata. Ma siamo sicuri che gli scrittori non lo facciano? che differenza ci sarebbe quindi? Ok, forse Austen non era una femminista, ma non l'ho vista bruciare il reggiseno nel film “Becoming Jane” è un film destinato a dividere.
Di fatto non si tratta di un biografia, ma di una pellicola liberamente ispirata alla scrittrice, ai suoi romanzi e a un libro che ipotizza una storia d’amore sulla base di qualche lettera della Austen alla sorella. Anche io a scuola ho studiato un'impettita zitellona inglese, qui le abbiamo solo reso un po'giustizia.

sabato 6 agosto 2016

Non è un paese per vecchi di Joel & Ethan Coen. 2007

Quattro Oscar: Non E' un Paese per Vecchi arraffa metà delle statuette per le quali era in corsa. Miglior regia, miglior film, sceneggiatura non originale e attore non protagonista (Javier Bardem). Texas, fine anni '70. In seguito a una sparatoria tra narcotrafficanti avvenuta nel deserto, un reduce del Vietnam, trova sul luogo della strage, in pieno deserto, una valigetta con due milioni di dollari. Questa sarà la sua condanna: infatti, dopo averla presa, la sua vita diventerà un inferno. Sulle sue tracce si metterà Javier Bardem, uno spietato serial killer, a conoscenza del contenuto della valigia. Un uomo folle, che non esita a uccidere per puro piacere, e che lascerà durante il suo inseguimento una lunga scia di morte.
Adattamento del romanzo di Cormac McCarthy, il film dei Coen è perfetto. Al vecchio e malinconico sceriffo Bell il ruolo di (impotente) interprete morale dei fatti e dei tempi che corrono. L'esito è mortifero: l'anelito etico dello sceriffo è tanto intenso quanto vago e inutile. Perchè alla fine il male vince: Anton uccide Llewelyn e riprende possesso della valigetta, lo sceriffo che non è riuscito a proteggere l’uomo come doveva proteggere, decide alla fine di appendere il cinturone al chiodo e di andare in pensione. Il cattivo vince e il buono si arrende. Non se ne vedono tante di storie così, eh?

lunedì 5 gennaio 2015

Giorni e nuvole di Silvio Soldini. 2007

"...Erano gli ultimi fuochi! Da domani pane e cipolla, va bene?!...".
Le nuvole del titolo sono quelle di Genova (città dove si svolge il film)protagonisti: una coppia altoborghese viziata; il denaro come metro di felicità; il pregiudizio verso le nuove generazioni. Margherita Buy mantenuta dal marito si laurea in beni culturali e alla sua festa di laurea canta -stonando- Nada, il marito è Antonio Albanese che perde il lavoro: era un manager nautico che viene fatto fuori dalla sua stessa azienda perché troppo etico e troppo poco aggressivo.. Di grande levatura la scena in cui incontra la figlia quando fa il pony express! L'orgoglio ritrovato quando dice all'ex-socio: "Io sono nella merda, ma tu sei una merda!" Affascinante, vero.

domenica 4 gennaio 2015

7 km da Gerusalemme di Claudio Malaponti. 2007

“vado a Gerusalemme”, “come mai a Gerusalemme?”, “perchè non ho nient’altro da fare qui”.
Due discepoli lungo la strada da Gerusalemme a Emmaus, che nella Bibbia è indicata come una località a sette miglia (e non sette km) dalla città Santa si imbattono in Cristo risorto. Non lo riconoscono e lo invitano a fermarsi con loro per la notte. Nel momento in cui l'ospite spezza il pane viene immediatamente riconosciuto, ma scompare. E'la cena di Emmaus, in questo film riproposta in chiave moderna, con personaggi moderni. Alessandro Forte è un pubblicitario che attraversa una profonda crisi interiore e sulla via di Emmaus si imbatte proprio in Gesù, che si offre di guidarlo e di prenderlo come nuovo discepolo, affidandogli una serie di missioni. Gesù è il solito rabbino/filosofo che le Scritture ci propinano. kitsch e cattivo gusto, un film veramente poco riuscito e non solo per me che sono atea. Voto:4

mercoledì 24 settembre 2014

Onora il padre e la madre di Sidney Lumet. 2007

Vedi, il bello della contabilità immobiliare è che puoi aggiungere cifre in fondo alla pagina o in mezzo alla pagina e tutto funziona. Così ogni giorno... e fai quadrare i conti. Insomma, il totale è sempre la somma delle parti. È pulito, è chiaro, limpido, assoluto. Ma la mia vita, quella... quella non torna. Forse... non lo so, è fatta di pezzi scompagnati e io non sono la somma delle mie parti. La somma delle mie parti non dà un intero. Un me intero”.
Il titolo originale suonrebbe "prima che il Diavolo sappia che sei morto", ma in Italia ce lo dobbiamo sorbire con il titolo del quarto comandamento, onora, appunto, il padre e la madre. Anche se qui i comandamenti vengono violati tutti. Philip Seymour Hoffman tu eri straordinario: qui magistralmente a metà tra un eccesso di rabbia e il controllo di sé mal celato, cdpre del tutto il fratello, codardo e incapace di prendersi le sue responsabilità. La forografia è diafana e li rende degli insetti chiusi in un bicchiere di fronte allo sguardo di un entomologo che li osserva. Moltiplicati i punti di vista che fanni aumentare la tensione e offrono sempre particolari in più e più agghiaccianti, le menzogne hanno le gambe via via più corte. Desiderio did enaro, voglia di rivalsa, invidia, questa è la spietata società americana: Manhattan ed eroina. Flashback sincronici a suggellare una rapina che finisce male: con questa sintassi narrativa scopriamo prima che c’è stata una rapina in cui si è sparato e in cui una donna è morta, e poi che la rapina è stata organizzata dai figli della donna (la rapina così diventa un matricidio, “non tutti i peccati hanno lo stesso peso”, avvertiva una scritta all’inizio del film). Poi con dei flashback dedicati a ciascuno dei quattro componenti della famiglia si scava nella psicologia di ciascuno: uomini comuni, con i loro problemi, la loro situazione affettiva, lavorativa, sociale, famigliare. Un deserto esperienziale e relazionale sempre più opprimente ma in cui non c’è niente di eccezionale, niente di incredibile, a parte un dato sconcertante: potremmo essere noi. “È un mondo crudele” sentenzia il ricettatore di diamanti, fornendo al padre le prove della colpevolezza del figlio. Hank Hanson (Ethan Hawke), divorziato dall'ex moglie Martha è in ritardo di tre mesi con le rette del mantenimento della figlia Danielle, quindi ha un disperato bisogno di soldi. Poi l'idea: “C'è un posto che possiamo ripulire. Lo conosciamo come le nostre tasche. Soldi facili, insomma”.“Non vogliamo Tiffany, ma un negozio a conduzione familiare, in un posto frequentato, un sabato, quando gli incassi della settimana sono in cassaforte” Ma quella mattina invece della commessa anziana e cieca come una talpa, ad accoglierlo c'è Nanette, la madre. Sono entrambi armati, scatenano una sparatoria, Bobby muore sul colpo, Nanette dopo essere finita in coma in ospedale per le ferite. Sarà l'inferno. Marisa Tomei classe 64 ha un corpo da favola.

sabato 19 aprile 2014

Love in the time of cholera di Mike Newell. 2007

A Gabriel Garcia Marquez
"Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese"... Florentino Aziza è un uomo paziente, fiducioso e determinato, innamorato di Fermina Daza - la più bella ragazza di tutta la Colombia. Un trattato sull'amore di 392 non era certo cosa facile da mettere in scena, l'impresa non riesce soprattutto nella fotografia, le scene sembrano tratte da una soap opera Americana, il libro crea più magia e atmosfera, soprattutto nella scena più importante: quando il dottor. Juvenal Urbino (Benjamin Bratt), rimane folgorato alla vista della malata, l’innocente e virginea Fermina, sospettata di essere affetta da colera. In realtà la povera ragazza è solo malata d’amore e il lungimirante medico lo capisce e comincia a corteggiarla. Florentino, venuto a sapere delle nozze dei due, trascorrerà metà della sua vita a cercare l’amore nei letti caldi di altre donne, pur di dimenticare quell’unica mai avuta, alla quale spiritualmente rimarrà sempre fedele. Nessuna penna ci parlerà mai più d'amore come la tua, forse perchè nessuno più avrà un cuore pulsante d'amore come il tuo. ci mancherai.

giovedì 13 marzo 2014

Il treno per il Darjeeling di Wes Anderson. 2007

Naif. Colori pastello. Umorismo demenziale ma geniale. Tre protagonisti in viaggio con le valigie firmate Louis Vitton. Movimenti di macchina orizzontali, zoom improvvisi. E'un viaggio di formazione,trasformazione, un viaggio di tre fratelli per ritrovarsi. Non si parlano da un anno e decidono di partire per l'India. Antidolorifici senza prescrizione medica, sciroppi per la tosse con cui ubriacarsi. Uno scrittore che scrive su personaggi non inventati, ma Jack Whitman, uno dei fratelli prende coscienza di ciò che gli accade solo mettendolo nero su bianco.Preda della sua ex ragazza: la strabiliante Natalie Portman. Il treno per il Darjeeling ha una tratta lunghissima e si presta bene ai fratelli che avendo da poco perso il padre sono alla ricerca della madre che vive in India come missionaria cristiana, ma devono prima fare i conti con se stessi. Pregano, seguono dei riti, fin quando il treno imbocca un binario sbagliato e si perde. Francis ha da poco tentato di schiantarsi con la moto e ne è uscito con la testa fracassata. Organizza lui il viaggio, ma nessuno dei tre cambierà: questo treno gli servirà solo per conoscersi ed accettarsi forse. Elegantissimo Adrien Brody (in qualsiasi versione) spaventato dal suo dover diventare papà a breve, acquista un serpente velenoso ed è l'unico dei tre fratelli a non riuscire a mettere in salvo il giovane fratello indiano che tenta di attraversare il fiume. Mi rivolgo ancora una volta ai traduttori dei titoli: si potrebbe mai forse dire "il treno per il Milano?" Siete tristi.

sabato 25 gennaio 2014

La giusta distanza di Carlo Mazzacurati. 2007

"La giusta distanza è quella che un giornalista dovrebbe saper tenere tra sé e la notizia: non troppo lontano da sembrare indifferente, ma nemmeno troppo vicino, perchè l’emozione, a volte, può abbagliare".
Il migliore cinema di Mazzacurati. Il suo natio Veneto. Con questo noir padano mi avvicino a uno dei suoi migliori film proprio per rendergli omaggio. "La giusta distanza" è la misura che ci viene richiesta per non alterare il corso degli eventi. Per essere conformi al conformismo, abbracciare un male che sfuggiamo, camuffiamo, ma che è la normalità. Cani uccisi. Trasgressione. In una provincia troppo chiusa. La giusta distanza, alla fine, capirete che non esiste, o almeno, esiste per non essere rispettata. Giovanni, il protagonista, aspira a fare il giornalista, ma non parla della sua maestra ammattita, giornalista si, ma non ad ogni costo. E dalle foci del Po, per lui arriverà Milano. Mara. La supplente della maestra ammattita che prende con sè questi bambini dai sette ai dieci anni, nel paese sono pochissimi. Mara rappresenta il mondo sconosciuto, nuovo, la trentenne "ancora fresca", bellissima, burrosa, dolce, ma fuoriposto tra quelle pianure arcaiche e chiuse.Appostamenti notturni per spiare quella donna così diversa, colei che è immediata con tutti e non conosce la regola della "giusta distanza", ha una relazione con il meccanico tunisino. Un uomo che non ama “… questa nostalgia degli stranieri”, e che "sente la vita dopo tanto tempo" proprio grazie a Mara.Immigrata anche lei, toscana, ma così diversa in quel paesino così chiuso. Grazie Carlo per il tuo essere stato sempre autentico, per il tuo non esserti mai omologato, per l'anima dei tuoi film. Non ti dimenticheremo mai!

lunedì 1 ottobre 2012

Manolete di Menno Meyjes. 2010

"La corrida è per chi è morto dentro".
Un testa a testa con un feroce toro, emblema della donna che ama. Una gloria da riconquistare, una donna da meritare. Il matador ripercorre così, i mesi precedenti durante i quali la passione per la bellissima Penelope Cruz, ha sconvolto la sua umanità, rendendolo un nulla al di fuori del suo campo di battaglia che è l'arena. Lupe, la donna amata, risveglia la sua passionalità, quegli occhi freddi cominciano a pulsare. Ma ho trovato troppo eccessiva e banale la gelosia di Manolete, discriminante quasi per la memoria del grande matador, fuoriluogo i tanti incedere della pellicola su immagini e scene prive di significato ma solo accattivanti da un punto di vista estetico. Questa storia d'amore ridicolizza quasi il timido e malinconico Manolete, la Spagna neo-franchista aveva nel torero il simbolo della forza, della virilità, qui sembra non essere così e lagata a quell'immagine non ho saputo andare oltre guardando il film. Noioso. Deludente

domenica 28 febbraio 2010

Promettilo. Emir Kusturica. 2007

Tsane, il giovane protagonista di dodici anni, vive in campagna col nonno e viene mandato in città con tre richieste d'acquisto sulla lista della spesa e una promessa: vendere la sua mucca Cvetka, prendere un’icona di San Nicola per buon auspicio, comprare un ricordo della città, ma, soprattutto, trovare moglie.
Ma la città è profondamente diversa dalla campagna. Crimini, mafia, brutti ceffi lo attendono. Ma Jasna pedalando in bicicletta scanzonata, gli ruba il cuore. Tsane, con l’aiuto dei nipoti di un amico del nonno, manterrà le sue promesse e salverà la pelle? Conquisterà la bella Jasna?
Ci sono dei momenti riuscitissimi. Brillanti, travolgenti. E poi delle cadute rovinose di totale mancanza di stile. Credo non sia casuale quest'accostamento. Una parodia sulla gente dell'Est, ingegnosa, ma anche un po'retrò, con una scarsissima (grave!) considerazione del ruolo della donna, considerata merce. (Il nonno chiede a Tsane di "comprare" moglie). E alla fine l'Happy end che campeggia prima dei titoli di coda, ti lascia l'amaro in bocca, perchè di happy in questo film c'è davvero poco. Una critica poi (anche se più velata) agli americani, buoni solo a demolire e agli italiani, con scarso senso dell'humour sulla scia di "candid camera". La parte più sporca del film è, tuttavia, quella dedicata alla criminalità serba, che cerca di acquisire consensi e potere, volendo riprodurre il simbolo della potenza americana (abbattuta): le torri gemelle. Il resto è tutto un non-sense surrealistico e umoristico, una serie infinita di gag, ma solo alcune riuscite, le restanti del tutto demenziali. Ma a Kusturica si può rimproverare poco e gli si può perdonare tanto. La bellissima fotografia risolleva le scene più imbarazzanti, angolazioni e colori superlativi, la scena della cesta di mele rovesciata dove Tsane fa il bagno è degna dei migliori quadri di Caravaggio. E nonostante queste piccole note geniali sparse qua e là, resta confermato che il film manca del tutto di spessore, così come l'evoluzione dei personaggi, maschere che sfilano in una parata carnevalesca onirica e delirante. Pellicola godibile. Ma solo perchè del tutto folle. Promesso!

mercoledì 16 settembre 2009

The Orphanage

17 Novembre
Laura è una bambina che vive in un orfanotrofio e che viene adottata. Ormai adulta, torna nel vecchio orfanotrofio nel quale ha vissuto e cerca di trasformarlo in un centro per bambini disabili. Vive insieme al marito, e al loro figlio adottivo, Simon. Simon è un bambino con molti problemi, non sa di essere stato adottato, è sieropositivo e ha attorno a se degli amici immaginari con i quali gioca. In seguito a una gita in una grotta, dove Simon asserisce di aver incontrato questi bambini, il figlioletto comincia a mostrare segni di squilibrio e aggressività . Durante una festa in maschera alla quale sono invitati molti bambini anche disabili, una sorta di inaugurazione della casa famiglia, il bimbo scompare. In concomitanza con la sua sparizione cominciano ad accadere strani avvenimenti e compare quello che sembra il fantasma di Tòmas, un bambino deforme, vecchio ospite dell’orfanotrofio, tenuto recluso in una stanza segreta. Dopo mesi di ricerche e gruppi d'incontro Laura si affida ad una medium che afferma di sentire delle presenza nella casa. Laura è convinta che la donna dica la verità e rimasta sola dopo che il marito ha cominciato il trasferimento in un'altro luogo, cerca di mettersi in contatto con queste presenze. Il contatto arriva dopo poco. La donna "gioca" con i bambini che ora riesce e vedere e che la conducono nel posto in cui venivano torturati ed uccisi. Passo dopo passo, la donna riesce a ritrovare il figlio ormai morto, caduto mesi prima e rimasto accidentalmente chiuso in un sottoscala della stessa casa.
La scelta era se guardare the orfanage, la fidanzata di papà, awake anestesia cosciente , high school musical, e l'ennesimo 007.
Fortunatamente la scelta si è rivelata OK.
Il film mi è piaciuto.
Certo l'idea di bambini fantasmi che circolano per la casa in cerca di vendetta non è innovativa però la storia è raccontata bene e dopo un po, comunque il punto focale del film si sposta dalla classica storia horror, che in realtà non decolla mai pienamente, a qualcosa di più "alto" che vede protagonsita una madre alla ricerca del suo bambino.
Ci sono comunque un po di scene che fanno sobbalzare, forse anche grazie ad un sonoro con forti variazioni di intensità nei momenti clou....come dire...le porte che sbattono all'imporovviso ...fanno sempre un gran casino...
Una delle scene più inaspettate e quando viene investita la vecchia assitente sociale in pieno stile "final destination".....e il successivo soccorso della donna ormai sfigurata.. poi rumori scricchiolii fanno da contorno per tutta la durata della pellicola.
L'atmosfera è sempre carica di una tensione latente che non fa mai annoiare..e qualcuno mette le mani davanti agli occhi quando ci si aspetta qualche colpo di scena da paura.
...le scene all'esterno sono molto suggestive, la spiaggia, gli scogli, il faro ..... le scene cittadine riprendono scene di vita del sud americane (barbara avevi quasi ragione ) ...il film è una produzione messicano spagnola.
prodotto da Guillermo Del Toro con un budget di 3 milioni di euro, ha già vinto 7 Goya nel suo Paese dove ha incassato la cifra record di 25 milioni di euro ed è ora in corsa per gli Efa (gli Oscar europei) in ben 4 categorie. La pellicola vede al suo esordio, oltre al regista, anche il direttore della fotografia, il montatore e il direttore
A me è piaciuto.

REC. La paura in diretta

REC. La paura in diretta è un film del 2007.
http://www.mediafilm.it/rec/

Non so se vi ricordate i vari trailer e la comunicazione fatta per questo film definito come "il film che ha fatto urlare il pubblico al festival di Venezia 2007. La paura in presa diretta per uno dei film più spaventosi mai visti al cinema".


Secondo me è uno di quei casi in cui bisognerebbe premiare chi realizza i trailer, piuttosto che il film.

La storia (ovviamente chi non vuol sapere come si sviluppa il film ...cambi canale Sorriso ) :
Un cameramen ed una giornalista, stanno realizzando un servizio sull'operato dei pompieri di barcellona, per una trasmissione televisiva ed andranno insieme a loro , durante la notte, per effettuare delle riprese sul campo.Dunque iniziano facendo delle riprese e delle interviste nella stazione dei pompieri. Ricevuta una chiamata da parte di un'anziana donna, la squadra, ed i giornalisti giungono in un'edificio in cui i vicini raccontano di strazianti urla provenienti dall’appartamento della signora.Sono già presenti le forze dell'ordine.I pompieri ed i due reporter entrano nell'appartamento, trovano l'anziana signora coperta di sangue che con un urlo si lancia su uno dei due poliziotti che li hanno accompagnati, strappando un pezzo di carne dalla sua faccia con un morso.Poliziotti e pompieri cercano di portar via il collega ferito fino a quando giunti all'ingresso dell'edificio coprono di esser stati chiusi all'interno ed isolati dal resto mondo.Nel frattempo un'altro poliziotto viene scaraventato giù dalle scale rimanendo in gravi condizione e senza quindi la possibilità di essere portato fuori per le cure. L'edificio è in quarantena per evitare la propagazione di uno strano vius proveniente dal suo interno. Insieme alla scquadra di pompieri e i giornalisti vi sono una donna con sua bambina con la tonsillite, una donna con il padre a letto malato una famiglia di cinesi, un dottore. In uno stato di forte stress aumenta le liti tra gli inquilini.
Quando viene fatto entrare un ufficiale sanitario per valutare la situazione dei feriti si scoprono le carte in tavola.
Il virus fa si che gli umomini anche se uccisi si rialzino e sian presi da un raptus di violenza e tentino di sfamarsi "mangiando" chi si trovano davanti.
Primo caso del virus è stato riscontrato su di un cane in uno studio veterinario che aveva presentato questi sintomi sterminando dei altri animali. Il tutto è ricondotto alla bambina che , si svela ora, non ha la tonsillite ma è la vera portatrice di questo male.
Mentre ciò viene alla luce la bimba si avventa sulla madre e scappa via. Da qui un susseguirsi di "mangiucchiamenti vari", sangue, urla ecc ecc.fino a quando....praticamente muoino tutti.... e si scopre che già in passato questo virus era stato scoperto, ma il medico che tentava di curarlo non riuscendoci, aveva semplicemente nascosto il soggetto malato (un'attra bambina che si pensava fosse posseduta) .

Critica.
Non so voi ma io vedo questa storia molto simile a "resident evil" e altri film del genere : virus-mutazioni-morti che si rialzano e mangiano i vivi.
Una differenza importante con altri film è nelle riprese.In questo caso, tutte le riprese sono da telecamere digitali per dare l'impressione di "realtà" un po come blairwithc project.Dovrebbe essere la camera del cameramen che in pratica riprende tutto il film

Anche se il film ha ricevuto un po di premi , Non mi ha convinto.Ripeto il concetto iniziale : "Secondo me è uno di quei casi in cui bisognerebbe premiare chi realizza i trailer, piuttosto che il film."
A parte l'inizio in cui non sa cosa aspettarti e sobbalzi vedendo la vecchia che si avventa sul pompiere e a parte qualche scena forte il resto è prevedibile e diciamo c'è un po di tutto di quello che ci si aspetta, il sangue, ovviamente, qualche scena schifosa, il polizziotto che vuol togliere la telecamera, l'isteria tra gli inquilini, la bimba dolce che diventa un mostro.
L'uomo del monte ha detto NO.
da uno a 10 io do....: 5.

Note.
La musica è pratiamente inesistente, il cast è quasi sconosciuto al di fuori della spagna, paese in cui è prodotto.
Per ultimo : è stato già fatto un remake ambientato a los angele, chiamato "Quarantena" non ancora uscito in italia.

PS.
Visto in divx in un sabato pomeriggio super piovoso.

Coming Soon