giovedì 18 aprile 2013

Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini. 2001

L'istinto frega, ma la paura è ancora peggio. Irene ha una casa molto grande, ma ai suoi tre figli sta comunque stretta. Sara, Rita e Claudio non hanno avuto un'infanzia felice, ma Irene è sempre stata tenuta fuori dal dolore. E ancora oggi, infatti, non lo comprende. Virna Lisi (Irene) è sempre uno schianto, appanna del tutto la sempre isterica Margherita Buy (la figlia maggiore Sara) che vedova non si è più risposata e stressa il suo unico figlio. Anche Rita (la figlia minore) non è felice per quanto sposata e Claudio è ancora costretto, seppur grande, a nascondere alla madre la sua omosessualità o meglio fingere di essere un eterosessuale. Poi un giorno, finalmente, - e quando stavo per spegnere, data la monotonia del film- un dibattito animato si accende mentre tutti pranzano una domenica e il film diventa da questo momento in poi decisamente più interessante. E dal sentimentalismo comencino si penetra nel vivo, nel corpo, nella carne, il tutto però raccontato dalla più piccola, la giovane Chiara che con toni religiosi da pre.comunione filtra tutto con la purezza dei suoi otto anni. Una Roma barocca da cornice, la perfezione estetica di questi corpi di pietra, come quelli dei protagonisti, immobilizzati, saranno alla fine finalmente posseduti. E amati. Credo sia il fiore all'occhiello della Comencini questa commedia, soprattutto per il cast, che definirei perfetto.

venerdì 1 marzo 2013

Anna Karenina di Joe Wright. 2013

"Non si chiede il perché quando si parla di amore..." Unità di luogo : un teatro ed echi aristotelici. Una trovata che all'inizio cattura, ma che poi soffoca. Appiattimento psicologico ed emotivo. Suvvia la Karenina è l'Es femminile per eccellenza: bocciata totalmente Keira Knightley. L'unica prova che merita la sufficienza è quella di Jude Law nei panni del marito tradito. Ottima l'idea di rendere il microcosmo altolocato della Russa di metà '800, meno brillante la resa. Pessimo il confronto con alte rappresentazioni del romanzo, se si vuole connotare di novità un canone narrativo ormai ben collaudato non bisogna puntare sull'azzardo, quindi boccio questa versione pop della Karenina. Troppo assente l'amata Russia, troppo presente una patine english, troppo poco credibile un Anna che flirta con un giovane bel biondo senza che se ne veda la profondità. Aaron Johnson nei panni del conte Vronskij, oltre ad essere piatto ed inespressivo esagera con la tinta bionda, risultando un uomo dai capelli gialli. Film passabile solo se ne escludete completamente l'audio e lo gustate nella sua messa in scena meramente estetica.

giovedì 28 febbraio 2013

Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni. 2009

"Guarda che non riesci a tirarmi giù. Nemmeno tu ci riesci". Guido scrive ed ha successo ma non ne conosce il motivo.E'un po'depresso, non dialoga con la moglie, non comprende bene la figlia, la manda in piscina senza che lei ne abbia voglia e così quell'abbonamento annuale finisce per usarlo lui. L'istruttrice è Giulia, quella che come da titolo non esce mai la sera. Ma perchè? Comprenderlo subito non è facile, tanti personaggi ambigui sono presenti nel narrato e un po'ci distolgono dal problema principe. Perchè se nessuno legge i libri di Guido, nemmeno la sua editrice, lui ha successo? Perchè nonostante questo successo a lui importi poco? E'uno scrittore anomalo: non ha studiato, non legge. Ha una figlia che si approccia al sesso e lui la osserva da un'altra casa, vive infatti da solo, in attesa che si trasferisca nella nuova casa con la sua famiglia che intanto è lì che lo attende. Ma lui non si decide e comincia a lavorare al suo nuovo libro. Giulia lo riporta alla vita. Quella vera e non fatta di episodi onirici che lui racconta e vede palesarsi poi nella sua realtà. Valeria Golino è qui ineccepibile: voce nasale, maschile e dura per un passato come il suo che la porta a nuotare sul fondo della piscina dove si osserva tutto molto meglio. Ha ucciso un uomo ma per tutta la durata del film il suo senso di colpo non viene mai fuori. Vuole solo riabbracciare la figlia che la ripudia: "assassina puttana". Le emozioni di entrambi i personaggi principali: Guido e Giulia vengono fuori in quel loro amplesso. Tutto ammaliante così come la bellissima colonna sonora dei Baustelle. Film pieno di difetti, ma così tremendamente italiano da perdonargli tutto e che sa rimanere a galla, come i suoi protagonisti! “Io so stare a galla, a fondo non ci vado”.

giovedì 7 febbraio 2013

Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli. 2008

"La tecnologia sconfigge la forza di gravità, vota e fai votare comunista".
In questo periodo pre-elettorale vi propongo l'opera prima della giovane Nicchiarelli. Luciana fugge dalla chiesa e rifiuta la prima comunione perché comunista. È il 1957, e la cagnetta Laika è mandata dai sovietici sullo spazio. Unione Sovietica. Partito Comunista. La giovane ragazza perde il padre comunista e per tenere alto il suo onore ed opporsi alla madre che nel frattempo sposa un fascista che la mantiene e la eleva socialmente, comincia a frequentare la sezione diventando un'attivista. Il fratello maggiore soffre di epilessia e lei sembra contestare anche il ruolo di "questi pseudo malati" tenuti un po' ai margini della società. Ma poi si sa, il "Cuore è matto" e comincia a battere e il film diventa un pò meno brioso perchè concentrato su questa tematica giovanilistica: conflittualità sull'accordo degli orari con i genitori, la compagna carina portata in sezione solo per dare voce alle donne ma che le frega quel tipo così carino e quelli scambi di effusioni dati a quel ragazzo panciuto che però al contrario del belloccio, si accorge di lei. Luciana mi fa simpatia, non sa gestire le sue emozioni e combina dei gran pasticci, ma poi alla fine nonostante le gonne lunghe, la frangetta che le copre il viso conquista il biondino. Sono una nostalgica, sono una comunista e sebbene questo film non sia nulla di eccezionale accende la mia passione politica. Vota e fai votare comunista!!

venerdì 4 gennaio 2013

Amore e altri rimedi di Edward Zwick. 2010

Maggie: "Avrò bisogno più io di te che tu di me!" Jamie: "Va bene...!" Maggie: "No! Non va bene! Non è giusto! Volevo fare tante cose!" Jamie: "Le farai, solo che le farai con me!"
Va in onda la vera storia di Jamie Reidy, ex venditore di Viagra per la Pfizer, tratta da "Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman”. Dopo aver visto il film sulla nascita del vibratore, mi sembrava giusto andare alla ricerca della storia delle pastigliette blu. Ed infatti questo film biografico è condito appunto di molte scene di sesso, molto ben riuscite. Jake ed Anne hanno infatti il pregio di essere molto intensi. A rovinare il quadro una malattia gravissima, per le quali le case farmaceutiche, mostra chiaramanete il film, non s'impegnano a trovare una cura. Intorno al sesso ruota chiaramente molto più business. Morbo di Parkinson. Le assicurazioni mediche statunitensi non coprono questa grave malattia totalmente, denuncia la giovane ventiseinne che sgancia del contante durante le visite. Gli anni Novanta, gli anni vuoti, gli anni degli affari di cose inutili: come appunto il Viagra, la pastiglia più venduta al mondo. Film onesto e schietto.

mercoledì 2 gennaio 2013

La migliore offerta di Giuseppe Tornatore. 2013

"Vivere con una donna è come essere a un'asta, non sai mai se la tua sarà l'offerta migliore"
Virgil Oldman indossa guanti neri, evita il contatto. E'freddo, distaccato, anemozionale, anaffettivo. Ma un grande intenditore d'arte. Ama le donne dipinte. Le osserva. Le compra. Le colleziona. Ha paura di quelle carnali. Non le vede, gli è ostile. Scappa via. Billy è suo complice nelle aste, un artista mancato che Virgil bonariamente non manca mai di stroncare e Robert è un giovane dongiovanni, restauratore di congegni elettronici e suo confidente. Compie sessantre anni e quel giorno riceve una misteriosa telefonata che cambierà la sua vita: la donna dall'altro capo del filo ha una villa di famiglia della quale vorrebbe si occupasse personalmente Virgil, catalogando e stimando il valore dei preziosi ivi contenuti. Si accorgerà di come non solo le aste "truccate" generino emozione. Nascera qualcosa? Un film che cattura, nonostante i suoi limiti: come può un uomo geniale come Virgin, abilissimo nel distinguere un falso d'arte a miglia di distanza non accorgersi di due occhi se non amano realmente? Una parte centrale troppo lenta, si va troppo per le lunghe, lo si capisce che c'è un colpo di scena, ma si tira troppo la corda. Agorafobia. Paura degli spazi aperti. Collezionismo manicala.Desiderio perverso di possesso. Non sono certo un'appassionata di Tornatore, ma il suo cinema merita rispetto. E'pieno, certo poco originale ed emozionale, ma di spessore.

venerdì 28 dicembre 2012

I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee. 2005

"Se non hai nulla, non hai nulla da perdere"
1963. Wyoming, stato americano rurale e conservatore. Ambiguità sessuale. Accettazione del proprio io. Giocata nel western, ma non quel western di Leone. Il primo rappporto sessuale dei due protagonisti arriva nel primo quarto d'ora ed è una scena intensissima, carne, mente e spirito e tanta emozione. Una sessualità sofferta, scoperta in quell'istante e catartica, liberatoria. Ho sentito l'amore nascere e ho avuto un brivido. Ho sentito tutta l'ansia della ricerca di Shakespear. Ho sentito l'immortalità. Una fotogenia che distrugge il lato emotivo umano giocata nei primissimi piani dei bravissimi Heath Ledger e Jack Gyllenhaal. Una camicia insanguinata e una cartolina sbiadita che riproduce l'immagine di una montagna, quella montagna, dove nacque quel sentimento, appesa sull'anta interna dell'armadio chiude questa catena di batticuori struggenti. E poi un liberatorio sussurro, trattenendo il pianto, "Jack, lo giuro...". E poi scendono le lacrime che trattieni durante il film per non appannare la vista di queste bellissime scene. Desideri soffocati, sentimenti repressi per vent'anni. L'America perbenista che uccide la realtà se non è bella e consona. Ennis, infatti, si sposa e ha dei figli con Alma, e pure Jack si accasa con la ricca Lureen. Ennis non vorrà mai uscire allo scoperto, Jack cerca di compensare la solitudine facendo ricorso alla prostituzione maschile oltre il confine messicano. Il suo essere è strappato e tenta di ricucirlo. Ma più gli anni passano più la vita trasversale, quella che serve da copertura vacilla e non funziona. Ma Ennis non si lascia andare, non accetta, preferisce coprire e la sua durezza lo salverà, mentre Jack perirà: muore in uno strano incidente. Ennis legge tra le righe e si sente convinto che il suo amico sia stato ucciso perché gay. In Tv sono state censurate tutte le scene di amore tra i due, mentre quelle eterosessuali sebbene più cruente ed esplicite no. Buon anno cari amici lettori.

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